DALL’ESO SEMAFORO VERDE PER IL CILE

Espresso è pronto, destinazione Paranal

Il cacciatore d’esopianeti di nuova generazione, erede di Harps, ha superato tutti i test preliminari. Stefano Cristiani (Inaf): «A fine anno lo strumento vedrà la “prima luce” in cielo, e noi scienziati speriamo finalmente, dopo sei anni di lavoro, di poter iniziare lo studio di pianeti extrasolari»   Leggi tutto »

CENTO VOLTE PIÙ PICCOLE DI QUELLE ATTUALI

Arrivano le nanoantenne

Non più vincolate alla lunghezza d’onda del segnale che vogliono ricevere, le antenne ultracompatte descritte sull’ultimo numero di “Nature Communications” si basano su membrane risonanti a frequenze acustiche specifiche. Abbiamo chiesto un commento a Maura Sandri dell’Inaf di Bologna   Leggi tutto »

OSSERVATA LA PRODUZIONE DA IDROCARBURI

Dentro Nettuno piovono diamanti

Grazie ai più potenti laser ottici e a raggi X a disposizione all'acceleratore di Stanford, in California, un gruppo di ricerca a guida tedesca ha ricreato in laboratorio le condizioni estreme che nell’interno di pianeti giganti ghiacciati come Nettuno e Urano possono portare alla produzione di diamanti da composti di carbonio   Leggi tutto »

RACCONTANO LE ORIGINI DEL SISTEMA SOLARE

Comete, messaggere con la chioma

Affascinano l’umanità sin dai tempi più antichi, ma attorno alla formazione dei loro nuclei – planetesimi primordiali, residui della formazione del Sole e dei pianeti – ci sono ancora molte domande aperte. Un contributo fondamentale al loro studio lo ha dato la missione Rosetta dell'Esa   Leggi tutto »

LA LUNGA E FREDDA NOTTE DELLA TERRA

Dopo l’asteroide, due anni di ”eclissi”

Uno studio su Pnas rivela come, in seguito al catastrofico impatto dell’asteroide responsabile per l’estinzione dei dinosauri, il nostro pianeta passò più di due anni avviluppato da fitte nubi di cenere, capaci di bloccare la luce del Sole e impedire i processi di fotosintesi: un cataclisma ecologico che causò l’estinzione di moltissime specie animali   Leggi tutto »

NUOVO STUDIO SU CAMPIONE LUNARE “ARRUGGINITO”

Contrordine: il sottosuolo lunare è arido

Neanche un mese è passato dalla pubblicazione di una ricerca che ha individuato acqua in (relativa) abbondanza nel mantello lunare. Ora la nuova analisi di una particolare roccia lunare, soprannominata “Rusty Rock” per la presenza superficiale di sali metallici, ribadisce invece che la Luna deve avere perso acqua e composti volatili all’epoca in cui era una palla di magma   Leggi tutto »